venerdì 17 aprile 2015

Andrea Casalini: la fuga dei cervelli italiani è veramente un problema?




Il Dott. Andrea Casalini, CEO di Eataly Net e manager con una lunga esperienza internazionale, espone i suoi pensieri su un tema giornalisticamente caldo in tempo di crisi: la fuga dei cervelli dalle italiche sponde.

La fuga dei cervelli è un falso problema in una società globalizzata
L'Italia vive in questi anni una grave crisi economica, sociale e politica. Tra le cause/conseguenze di tale crisi solitamente si individua la "Fuga di Cervelli", fenomeno rispetto al quale le politiche di contrasto, quand'anche predisposte, non hanno dato i risultati sperati. Volendo analizzare in modo piu' accorto la situazione, però, è possibile argomentare che la fuga di cervelli altro non è se non un fenomeno normale e piu' che spiegabile in una società globalizzata come quella attuale; anzi, scorrendo nel dettaglio i dati relativi ai tassi di emigrazione che riguardano gli altri Paesi del mondo, ci si può rendere conto di come questo fenomeno abbia in Italia proporzioni non dissimili dalla media europea.

Chi lo dice che l'esportazione di cervelli sia un male?
A ben vedere, il fatto che le nostre eccellenze decidano di lasciare l'Italia, a lungo andare, può trasformarsi in una risorsa per il Paese. Chi nasce, cresce e studia in Italia e va all'estero per fare carriera, nel caso in cui dovesse essere influencer o decision maker di investimenti internazionali, avrà certamente una considerazione diversa, un atteggiamento di maggior favore verso l'Italia. Inoltre, professionisti di origini italiane, parte del management di società internazionali, potrebbero promuovere la formalizzazione di collaborazioni e accordi redditizi tra queste ultime e le realtà del Bel Paese. Infine, nel caso in cui uno degli italiani che ha trovato fortuna all’estero dovesse, a un certo punto della sua vita lavorativa, desiderare di tornare nella sua terra natia, godrà di una formazione professionale tale da poter portare valore aggiunto al Paese, favorendone lo sviluppo e dettandone l’evoluzione.

Il vero problema non è la fuga dei cervelli ma il saldo migratorio
Il problema, pertanto, non risiede nella "Fuga dei Cervelli", quanto piuttosto nel saldo migratorio: nei paesi fortemente industrializzati, infatti, la differenza tra il numero di immigrati e quello degli emigrati è normalmente ben marcata; nel nostro Paese la forbice tra questi due valori si è innegabilmente assottigliata ed allo stesso tempo, pur non riscontrandosi un drastico deflusso di eccellenze (che è quello che la descrizione solita del fenomeno pare invece suggerire), rimane scarso il flusso di "cervelli" in ingresso.

Anche in Italia occorrono politiche che attraggano le eccellenze
In considerazione di quanto detto finora, dunque, non basta incoraggiare il rientro di ricercatori italiani attraverso incentivi di carattere finanziario. Questo tipo di interventi, infatti, produce effetti troppo particolareggiati, che inevitabilmente non si tramutano in veri e propri impulsi del cambiamento. In linea con quanto posto in essere dalle altre potenze economiche del mondo, occorrerebbe finanziare la costante importazione di imprenditori, manager, e professionisti altamente qualificati: casi come quelli di Guk Kim e Almir Ameskovic che sono riusciti, pur da startupper, a raggiungere il successo in Italia, creando nello stesso tempo numerosi posti di lavoro, debbono essere di riferimento per portare alla rinascita il nostro Paese.  

Ma come attrarre i cervelli?

Quasi tutte le misure di attrazione adottate in Italia sono rivolte alla micro imprenditorialità, determinando un impatto limitato sull’aumento dell'occupazione. Negli altri paesi (si guardi in special modo a quanto stanno facendo USA, Canada, Regno Unito e Australia) il sistema di richiamo è concepito diversamente, poggiando su solide politiche di immigrazione. Per un rilancio economico occorrono politiche di crescita che producano l’attrazione di cui abbiamo sinora discusso. Per noi, paradossalmente, piu' facile se pensiamo alle tante qualità del Bel Paese che ci rendono orgogliosi di essere italiani.

Tutti gli approfondimenti nel post di Andrea Casalini:
www.andreacasalini.com/fuga-rientro-cervelli-italia/


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